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Impulso sociale

Se la proposta educativa steineriana ha rappresentato la prima motivazione a riunirsi e a lavorare insieme per il gruppo di genitori che ha fondato l’Associazione Apassilievi, l’anelito a trovare una nuova dimensione sociale all’interno di un’epoca storica così intensamente tendente alla parcellizzazione e all’isolamento, è stato il secondo e non meno sentito impulso che ci ha fatto riconoscere nella filosofia steineriana.

La prima scuola steineriana nasce, infatti, nel 1919 in risposta a una richiesta di ordine sociale molto forte: si trattava di dare la possibilità ai figli degli operai impiegati nella fabbrica di sigarette Waldorf di accedere a un’istruzione pari ai figli di famiglie appartenenti a classi più abbienti.

L’educazione, nell’ottica steineriana, è un’educazione al sociale. Una delle occupazioni primarie degli insegnanti, infatti, è quella di favorire il processo di integrazione del singolo bambino e la formazione armoniosa della comunità. Non viene stimolata la competizione ma la cooperazione; la valorizzazione dei talenti individuali di ogni bambino nel rispetto della sua unicità ne permette l’espressione libera rendendo non più necessaria la prevalenza sul compagno.

Nella convinzione che educazione è, nell’età adulta, autoeducazione, nella scuola steineriana gli insegnanti, i genitori e gli amministratori vengono a formare un organismo unico che aspira a creare una nuova forma di socialità che sostenga uno stare insieme determinato da mutuo sostegno e apprezzamento dell’altrui operato. Questa caratteristica diventa molto importante per tutte quelle famiglie che non si riconoscono nelle modalità sociali correnti e che sentono in particolar modo la fatica e la sofferenza di una solitudine che sempre più investe singoli individui, madri nella loro relazione con i figli, interi nuclei famigliari; solitudine che porta poi con sé ricadute e costi umani nonché sociali che sono purtroppo sotto gli occhi di tutti.

I genitori quindi sono particolarmente coinvolti nella gestione dell’organismo scuola con una richiesta di impegno che non si ritrova nelle strutture scolastiche di altro orientamento. Questa caratteristica, invece che rappresentare una fatica che vada ad assommarsi alle numerose fatiche richieste ai genitori al giorno d’oggi, come può apparire a una prima analisi, rappresenta piuttosto un plusvalore che ci rende orgogliosi del nostro lavoro in quanto essa entra a pieno titolo nelle attività educative rivolte ai nostri figli. Infatti, oltre a inserire in un tessuto sociale di carattere comunitario noi adulti, offre ai bambini e ai ragazzi un prezioso esempio di cooperazione per il raggiungimento di un ideale comune nel rispetto delle diversità individuali da un lato, mentre dall’altro, grazie al lavoro e all’interesse dei genitori, impreziosisce oltre misura per il bambino, le sue attività e il suo ambiente extra familiare.

“La scuola così diviene un luogo privilegiato di educazione permanente, esteso a tutto il tessuto sociale della comunità, che offre l’opportunità di imparare, di autoeducarsi, di condividere”.

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  1. gennaio 5, 2014 7:55 pm

    Bellissima iniziativa. Complimenti

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